Un giovane designer di Mondovì nel team della torcia olimpica Disegno, lavoro di squadra e fornazione: l’esperienza di Francesco Ornato
C’è un giovane di Mondovì che, con professionalità e senso della misura, ha partecipato al lavoro di progettazione della nuova torcia olimpica. Si chiama Francesco Ornato e il suo contributo si inserisce all’interno di un progetto corale, sviluppato da uno studio e da più progettisti, nel pieno rispetto dei ruoli e delle responsabilità condivise. A 24 anni, Francesco Ornato ha costruito un percorso formativo e professionale coerente con l’ambito della progettazione. Dopo la laurea triennale in Design del Prodotto conseguita al Politecnico di Torino, ha maturato un’esperienza di un anno e mezzo presso Makr Shakr, realtà collegata allo studio Ratti, con cui ha successivamente collaborato. In seguito ha ottenuto una borsa di studio allo IED - Istituto Europeo di Design, dove attualmente frequenta il secondo anno della laurea magistrale in Interior Design. Un percorso segnato dalla curiosità per il funzionamento degli oggetti e dall’interesse per il lavoro di squadra, che guarda al futuro con l’obiettivo di operare in showroom o studi di interior design.
Francesco, come nasce il tuo coinvolgimento nel progetto della torcia olimpica?
«Il mio coinvolgimento è avvenuto all’interno dello studio in cui ho lavorato. Mi è stato chiesto di collaborare a una parte del progetto, in particolare sul fronte del disegno tecnico e di alcune fasi operative legate allo sviluppo del design».
In cosa è consistito concretamente il tuo contributo?
«È importante essere chiari: non ho diretto i lavori né preso decisioni strategiche sul progetto complessivo. Il mio apporto è stato principalmente operativo. Ho lavorato su alcune soluzioni tecniche e su aspetti di messa a punto del design, sempre seguendo le indicazioni del team e dei progettisti responsabili».
Perché per te è importante sottolineare questo aspetto?
«Per rispetto. Rispetto verso il progetto, verso i colleghi e verso lo studio in cui lavoro. Si tratta di un lavoro di squadra e credo sia fondamentale non esagerare o ingigantire il proprio ruolo. Ognuno ha contribuito secondo le proprie competenze e responsabilità».
Che valore ha avuto, a livello personale e professionale, questa esperienza?
«È stata un’esperienza formativa molto significativa. Lavorare, anche solo su una parte, a un progetto di questo livello permette di crescere, di confrontarsi con standard elevati e di capire quanto siano importanti metodo, precisione e collaborazione.» Il percorso di Francesco racconta una storia fatta di impegno quotidiano, competenza tecnica e attenzione etica. Un esempio di come anche un contributo mirato e operativo, se inserito in un contesto strutturato e condiviso, possa diventare parte di un progetto di grande valore simbolico e professionale, senza mai perdere di vista il rispetto per il lavoro degli altri.
