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Multe stradali in provincia di Cuneo: quanto incassano i Comuni dalle violazioni dei limiti di velocità

Come ogni anno, anche per il 2025 i Comuni della Granda hanno pubblicato le relazioni sui proventi derivanti dalle sanzioni per violazioni al Codice della strada. Si tratta di un adempimento obbligatorio previsto dall’art. 142 del Codice, che impone agli enti locali di rendere conto non solo delle entrate, ma anche della loro destinazione. Dai dati già disponibili emerge un quadro variegato: alcuni centri medio-grandi registrano entrate significative, altri paesi minori dichiarano cifre più contenute o addirittura nulle.

Mondovì sopra i 670 mila euro

Il Comune di Mondovì figura tra i più attivi nella provincia. Nel 2024 le sanzioni hanno portato complessivamente 673.902 euro nelle casse comunali. La voce più consistente riguarda proprio le violazioni dei limiti di velocità: 164.055 euro, di cui circa 62 mila sulle strade comunali e oltre 101 mila riversati alla Provincia per gli accertamenti su arterie provinciali.

Cherasco: oltre metà delle entrate dalle velocità

Anche Cherasco presenta dati rilevanti: 280.805 euro totali, con quasi 156 mila euro derivanti da infrazioni legate all’eccesso di velocità. In questo caso la ripartizione è equa: circa 78 mila rimasti al Comune e altrettanti versati alla Provincia.

Borgo San Dalmazzo più contenuta

Decisamente più contenuta la situazione a Borgo San Dalmazzo: nel 2024 le multe hanno prodotto circa 98.500 euro, di cui poco più di 50 mila per violazioni dei limiti di velocità, interamente su strade comunali.

Cuneo, Alba e gli altri centri

Il Comune capoluogo ha pubblicato la propria relazione a luglio 2025, con dati accessibili dal portale documentale. Anche Alba, Bra, Fossano e Saluzzo risultano aver trasmesso i modelli al Ministero: i numeri completi saranno disponibili nei prossimi giorni con l’aggiornamento delle sezioni di “Amministrazione Trasparente”. In alcuni piccoli comuni – come Serralunga d’Alba – la relazione certifica invece l’assenza totale di proventi per il 2024.

Obbligo di trasparenza e destinazione delle somme

Va ricordato che i proventi delle multe non possono essere spesi liberamente: la normativa impone che almeno il 50% venga destinato a interventi di sicurezza stradale, manutenzione delle infrastrutture e attività di controllo. Le relazioni annuali, oltre a quantificare le entrate, specificano infatti la destinazione: dalle manutenzioni alla segnaletica, fino ai progetti educativi nelle scuole. locali.