Strumenti di accessibilità

Skip to main content
| Mondovì

Mondovì, fondi per il bene confiscato alle mafie: rifugio sicuro per le donne vittime di violenza

“I beni confiscati sono palestre di vita”, aveva detto Papa Francesco ai componenti della Commissione antimafia nel 2017. In Italia la prima norma che ha previsto la confisca dei beni come strumento fondamentale contro il potere mafioso è stata la Rognoni-La Torre, del 1982. Nel 1996 l’approvazione della legge che ha introdotto il riutilizzo sociale dei beni sottratti alle mafie. Mondovì è attenta a questi temi ed unica città della provincia di Cuneo ad essersi aggiudicati i fondi del bando indetto dalla Regione Piemonte. Lo dice l’elenco pubblicato dall’ente regionale nelle scorse ore: nella determina si legge che dei 7.500 euro necessari per attivare la “Casa Rifiorita”, sul quartiere Altipiano, il Comune beneficerà del 70% del contributo: serviranno per il riutilizzo e il miglioramento dei beni confiscati alla criminalità organizzata. A Mondovì non mancano i “segni” di una particolare attenzione sul tema della lotta alla criminalità organizzata: convegni, confronti nelle scuole, persino la bella rappresentazione dei giudici Falcone e Borsellino campeggiano sul muro esterno della scuola primaria dell’Altipiano grazie ad un gruppo di artigiani guidati dall’artista Pietro Di Stefano. E Lo scorso 19 luglio, a trentatré anni esatti di distanza dalla strage di via d’Amelio, la giunta del sindaco di Mondovì Luca Robaldo aveva celebrato simbolicamente la figura di Paolo Borsellino deliberando l’adesione della città al bando. Ora si raccolgono i frutti.

LA STORIA DELLA CASA

“Casa Rifiorita” è il luogo che il Comune di Mondovì aveva concesso in comodato d’uso gratuito al Comitato Locale della Croce Rossa Italiana nell’ottica di riservare lo spazio alle donne e alle famiglie vittime di violenza. Il concetto è chiaro: i beni confiscati sono uno degli strumenti più efficaci per colpire le mafie, attaccandole nei loro patrimoni e nelle relazioni di forza con le quali ingabbiano i contesti territoriali. Interrogati sul significato dell’iniziativa monregalese, il sindaco di Mondovì Luca Robaldo e l’assessore Francesca Botto dicono di “esser orgogliosi del fatto che Mondovì è l’unica città della Granda ad aver ricevuto il finanziamento del bando e che le nuove risorse serviranno per rendere ancora più confortevoli e accoglienti i locali di Casa Rifiorita, sostenendo, così, le donne vittime di violenza”. I beni confiscati si devono considerare beni comuni: spazi non solo fisici attraverso cui la comunità sperimenta i valori dell'inclusione e della giustizia sociale, creando nuove opportunità lavorative e di sviluppo economico.