Roburent, il Tar sullo sgombero dei materiali: accoglie in parte, Comune pronto con nuovo provvedimento
L'impresa edile che ha fatto ricorso contro una disposizione del Comune di Roburent ha vinto al Tar. La Corte Amministrativa Regionale ha accolto il ricorso presentato dalla ditta MAS s.r.l. contro l’ordinanza di sgombero emessa dal Comune di Roburent il 20 novembre 2024. Con l’accoglimento del ricorso, l’ordinanza comunale perde efficacia, dopo essere rimasta fino alla decisione del tribunale amministrativo pienamente valida, poiché non era stata sospesa in via cautelare. Il provvedimento imponeva alla ditta lo sgombero di un deposito di materiali edili che si trovava - perché è stato rimosso dall'imprenditore - su un’area di proprietà comunale, adiacente a quella in cui è in corso la pratica per l'autorizzazione di una pista di atterraggio dell’elisoccorso. Secondo quanto si apprende dall’imprenditore il Tar ha accolto uno specifico motivo di ricorso relativo alla procedura seguita dall’amministrazione comunale: il Comune non avrebbe valutato le memorie difensive presentate dalla ditta prima dell’adozione dell’ordinanza, come previsto dall’iter amministrativo. Nel corso del procedimento, la ditta ricorrente ha inoltre sostenuto di occupare la porzione di terreno in questione in virtù di un accordo di permuta mai perfezionato con atto notarile, ma che ne avrebbe consentito comunque il possesso di fatto. Le memorie difensive contenevano anche il motivo dell’utilizzo dell’area a causa dell’ingombro di un altro terreno, di proprietà dell’imprenditore, occupato da un depuratore dismesso di proprietà comunale. In conseguenza della decisione del Tar, il Comune è stato condannato a rimborsare parte delle spese legali. L’ordinanza, nei mesi precedenti, era stata oggetto anche di una sospensione cautelare da parte del TAR, successivamente revocata. La decisione notificata ieri, 24 luglio, conclude il primo grado del giudizio. L’amministrazione ha la possibilità di proporre impugnazione al Consiglio di Stato entro i termini previsti.
"L'ordinanza é stata legittimata sia dal Tar, sia dal Consiglio di Stato, le macerie sono state rimosse. A breve sarà emessa una nuova Ordinanza per lo sgombero di ulteriori materiali. Con le dovute tempistiche, ogni cittadino diventerà consapevole che la società civile si regge su delle regole che tutti devono rispettare, nessuno escluso" il commento del sindaco Emiliano Negro che spiega: "L'accoglimento è limitato ad un profilo del tutto secondario ed è basato sull'unico rilievo che il Comune, dopo avere acquisito le osservazioni della M.A.S. nel procedimento amministrativo (memoria di osservazioni in data 13/09/2024), non ha poi esplicato nell'ordinanza finale le ragioni per le quali ha ritenuto di respingere le osservazioni medesime. Invece, gli altri 3 motivi di ricorso, sono stati integralmente respinti, e cioé il T.A.R. ha affermato che: effettivamente i materiali accumulati dalla M.A.S. ed oggetto dell'ordinanza di sgombero costituiscono rifiuti; il Comune non aveva alcun dovere di individuare una "colpa" della M.A.S. in merito allo sversamento dei materiali in quanto la M.A.S. risponde della rimozione quale soggetto trasgressore (e non quale proprietario del terreno); il termine di 15 giorni assegnato alla M.A.S. per sgomberare il terreno era perfettamente congruo. La stessa sentenza ha precisato che il Comune dovrà nuovamente pronunciarsi e quindi ri-emettere un provvedimento che tenga conto delle osservazioni della M.A.S. presentate il 13/09/2024".

