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Cosa riserva il 2026 all’assetto amministrativo di Peveragno?

Dopo le dimissioni dell’assessore Rubero e l’uscita dalla maggioranza del consigliere Pellegrino

consiglio comunale peveragno

Il 2026 si apre a Peveragno con un interrogativo che attraversa il Palazzo comunale: quale equilibrio politico accompagnerà gli ultimi mesi prima del voto della prossima primavera? Negli ultimi mesi del 2025 l’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Renaudi ha dovuto affrontare una fase complessa. Tre convocazioni del consiglio sono andate a vuoto per mancanza del numero legale, a chiudere l’anno è stata la seduta del 29 dicembre, aperto con la ratifica delle dimissioni dell’assessore Roberto Rubero, con la conseguente sostituzione in Consiglio da parte di Antonella Arlotto e l’avvio di un rimpasto di giunta ancora da definire nei dettagli. A rendere più fragile l’equilibrio della maggioranza è stata però l’uscita dal gruppo “Idee Insieme per Peveragno” del consigliere Fabrizio Pellegrino, che ha scelto di collocarsi come indipendente, motivando la decisione con il progressivo deterioramento dei rapporti interni e con divergenze sul metodo di lavoro. Dal punto di vista numerico, la maggioranza ha mantenuto i voti necessari per proseguire l’azione amministrativa. In seduta non sono mancati i confronti con la minoranza, in particolare su un contributo comunale a favore di un’associazione sportiva. La minoranza ha poi presentato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e dell’Amministrazione, sostenendo che, alla luce dei rinvii e delle defezioni, non vi fossero più le condizioni politiche per governare. La mozione è stata respinta: otto i voti contrari, un’astensione e il voto contrario anche del consigliere Pellegrino, che ha confermato una posizione autonoma rispetto ai due schieramenti. Un atto definito dagli stessi proponenti come prevalentemente politico, anche alla luce della prossimità della scadenza del mandato. Accanto allo scontro politico, nel Consiglio sono emerse anche questioni amministrative concrete: la gestione di immobili comunali ancora inutilizzati, come un appartamento acquisito tramite lascito, e la situazione delle passerelle pedonali in legno chiuse da tempo per problemi strutturali. Temi sui quali l’opposizione ha chiesto risposte più rapide, mentre il sindaco ha illustrato lo stato delle procedure in corso. Tutto questo si inserisce in un contesto temporale particolare. Peveragno tornerà al voto nella tarda primavera del 2026, con un anno di ritardo rispetto alla scadenza ordinaria a causa del prolungamento del mandato deciso durante la pandemia. Nel 2020 la sfida elettorale si era risolta con uno scarto contenuto: poco più di tre punti percentuali tra la lista vincente “Idee Insieme per Peveragno” e quella di minoranza “SiAmo Peveragno”. Il 2026, dunque, non si annuncia come un semplice anno di passaggio. Sarà il momento in cui Peveragno dovrà fare i conti con quanto emerso in questa fase finale della consiliatura e trasformare tensioni, confronti e cambiamenti in una scelta chiara sul futuro assetto amministrativo del paese. I prossimi mesi diranno se prevarrà la continuità o se dalle urne uscirà un nuovo equilibrio politico.